15 aprile 2010

Caccia: invece del fucile, portate le macchinette fotografiche

Caccia, homus cretinus
di Roberto Maurizio

Armati fino ai denti

Non odio i cacciatori, anzi da piccolo andavo a caccia di lucertole e di vipere, ma solo per ammirarle e difenderle. Ma la caccia, intesa come il momento che avvicina l’uomo all’animale è di per sé un momento importante e rilassante, non so se la stessa cosa la pensa la pernice. Fior di cacciatori, i miei zii, si alzavano prima dell’alba per andare a caccia. Vestiti sfavillanti, cartucce con un odore aspro di polvere da sparo che si mescolavano al sudore di sei giorni lavorativi a sferrare i cavalli. E poi, quel bel fucile, quei coltelli accumminati e ben affilati. Una volta, anche i comunisti andavano a caccia. Era un modo per distinguersi dalle casalinghe sempre pronte davanti ai fornelli e sempre a dire di sì al loro signore indiscusso e indiscutibile. Solo che quel signore assoluto, un piccolo duce, all’interno della famiglia valeva come il due di coppe quando regna bastoni.
Il segugio

Che dire poi del cane da caccia: per riconoscerlo dovevi passare la mano sulla sua testa e solo se nell’accarezzarlo avevi prontezza di un rialzamento proprio sul cranio, a metà strada fra l’orecchio destro e quello sinistro, debitamente calati verso il basso, eri quasi sicuro che si trattava di un vero e proprio segugio. Doveva avere il pelo raso, fortemente costruito di conformazione mesoforma. Il suo tronco doveva elevarsi nel quadrato in una perfetta simmetria ed armonia nell’insieme. La muscolatura discreta e l’ossatura sviluppata, ma dall’aspetto asciutto. Il corpo non doveva avere grassi in eccesso. Il cane da caccia, specializzato nella scoperta e l’inseguimento delle volpi e delle lepri, dormiva poco ed era sempre pronto all’arrembaggio. Il cane era di vivace temperamento e giocherellone, fornito di buona resistenza e di una buona velocità. Dotato di proprietà olfattive ammirevoli, confermava questa sua caratteristica nella facilità a trovare la pista lanciata dalla selvaggina durante una battuta di caccia. Il cane da caccia dei miei zii possedeva uno sguardo molto dolce, una voce squillante e molto piacevole. I segugi dei miei zii cacciatori, secondo i loro racconti, adoravano avvicinarsi ai loro fucili e sentivano la stessa loro passione: erano sempre pronti a stare vicino ai loro stivali e a proteggerli, affettuosamente con ammirazione sempre ubbidiente e reattiva. La loro altezza e il loro peso variava secondo il sesso: maschi, altezza 52-60 cm, peso 20-28 kg; femmine, altezza 50-58 cm, peso 18-26 kg.
Al garrese
Al garrese, la sua altezza era uguale alla lunghezza. La lunghezza del costato era poco meno della metà dell’altezza al garrese e la larghezza era circa 1/3 dell’altezza al garrese. Il suo torace doveva scendere fino quasi al gomito. Testa e muso dovevano avere delle caratteristiche precise. I miei cacciatori zii non sopportavano imitazioni fasulle. Una volta feci vedere a mio zio Pasqualino il mio adoratissimo cane, Leone, un volpino o giù di lì. Gli passò la mano sulla testa e trovò il “bozzo da cacciatore”; palpò le orecchie cadenti e il chek up andava ancora bene. La testa, purtroppo, non era dolicocefala ed i suoi assi cranio-facciali non erano divergenti e non avevano un profilo leggermente arcuato. Inoltre, la larghezza del cranio non era meno della metà della lunghezza totale della testa e le arcate sopracciliari erano troppe sviluppate e lo stop non era fissato a 140 gradi di accentuazione. Pur avendo i denti ben allineati, con la chiusura a tenaglia che, di tanto in tanto si scomponeva come una forbice, Leone non era un cane da caccia, tantomeno un segugio, perché la lunghezza del suo muso non era pari alla metà della lunghezza totale della testa e le sue labbra non erano fini e sottili. La batosta finale venne decretata allorquando zio Pasqualino misurò la “linea superiore”: quella di Leone non era rettilinea e non aveva una leggera convessità alla regione del rene. Quindi, nonostante che la coda di Leone avesse un’attaccatura alta e piccola alla radice e che la sua punta raggiungesse il garretto, il tronco non era uguale all’altezza al garrese. Il garrese era di poco inferiore al livello della groppa e la lunghezza della canna nasale non era uguale alla metà della lunghezza totale della testa. Leone, d’altronde, aveva un pelo che superava i cinque cm di lunghezza e non era ruvido in tutto il corpo, come quella di un segugio.


L’Araba Fenice






Insomma, nella mia infanzia, pur ammirando questi famosi cacciatori zii, padroni del territorio dove non si trovava nemmeno una libellula da sparare, non ebbi mai modo di vedere una vera e propria battuta. Molti sono oggi i cacciatori in Italia che credono di essere padroni del territorio e non contano nulla in casa, ma cercano ancora l’Araba Fenice. Nessuno può avercela con questi quattro cialtroni che credono che sparare agli animali sia uno sport. Invece di andare allo stadio vanno a sparare a destra e a sinistra. Quelli più pericolosi sono quelli “globalizzati”, quelli che vanno in Romania, in Bulgaria, nella ex Yugoslavia, pieni di soldi e di peli sul cuore.

Emergency, pedofilia e caccia



Il problema della caccia, come quello della pedofilia, come quella di Emergency sono i temi più seguiti oggi in Italia. Su ognuno di questi argomenti non basterebbero centinaia di pagine per capire dov’è la verità. Nessuno però può transigere su queste semplici considerazioni: 1. La caccia è una vergogna; 2. La pedofilia è una vergogna; 3. La guerra è una vergogna. Ma, agendo così non si capirebbe il mondo: la Terra non è allineata in linea diretta né con il Sole né con lo spazio siderale. La Terra è inclinata di 23,439 281°. Sono questi 23° che fanno diventare diversi gli uomini e le donne di questo pianeta. Allora, in Afghanistan, sembra che i medici schierino contro l’America imperialistica, a Roma i preti se la prendono con gli ebrei, in Parlamento viene votata una legge che rende la caccia possibile tutti i mesi dell’anno. Ma è veramente così. Per il momento, ci atteniamo alle notizie senza commenti, se non quello di ribadire con forza, come ha fatto il 90% degli italiani, che la caccia non è assolutamente un bene indispensabile. Ne possiamo fare utilmente a meno.

La stagione venatoria
Le Regioni potranno "posticipare" il calendario dell'attività venatoria in relazione a "specie determinate" purché ottengano il "preventivo parere di validazione dell'Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale)". La Commissione Agricoltura di Montecitorio ha approvato il 14 aprile una riformulazione dell'emendamento del relatore del parere al ddl Comunitaria, Isidoro Gottardo, che puntava a trovare una mediazione dopo le polemiche scoppiate durante il passaggio in Senato dove si è cancellato il limite temporale previsto attualmente (cioè dalla terza domenica di settembre alla fine di gennaio). Secondo il testo presentato da Gottardo, l'esercizio venatorio "è vietato per ogni signola specie durante il ritorno al luogo di nidificazione e durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza degli uccelli". Tuttavia, le Regioni "fermo restando le disposizioni relative agli ungulati (cerviali, cinghiali e simili), le Regioni possono posticipare i termini in relazione a specie determinate e allo scopo sono obbligate ad acquisire il preventivo parere di validazione delle analisi scientifiche a sostegno delle modifiche da apportare, espresso dall'Ispra, sentiti gli equivalenti istituti regionali ove istituiti e riconosciuti dalla commissione Europea, al quale dovranno uniformarsi. Il preventivo parere dovrà essere reso entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta". L'emendamento verrà sottoposto oggi al voto in commissione Politiche Ue che dovrebbe concludere così l'esame della comunitaria per l'approdo in Aula del provvedimento lunedì prossimo.
I Verdi
"Con il prolungamento dei calendari venatori si dà il via libera alla mattanza indiscriminata. Si tratta di una decisione gravissima che fa arretrare il nostro Paese nella tutela della fauna". Così Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi. "Quello che si sta facendo passare nella legge Comunitaria é una vera e propria fucilata alla difesa della biodiversità - continua - al mondo e dei diritti degli animali e mette nell'angolo quanti, anche nel centrodestra, si dichiarano animalisti. Si tratta di una scelta irresponsabile ed inaccettabile per un paese civile ed europeo". Per questa ragione, conclude Bonelli, "proporremo a tutte le associazioni ambientaliste, alle associazioni animaliste e a tutti i cittadini italiani, che in gran parte sono contrari alla caccia, di mobilitarsi per contrastare una scelta scellerata che serve solo alla lobby dei cacciatori e degli armieri".

14 aprile 2010

Il Ministro Roberto Maroni della Lega dei Pirati?

Maroni e la Lega dei Pirati
di Roberto Maurizio

Il Ministro degli Interni, Roberto Maroni

Distretto 51

Il tastierista dei "Distretto 51", Roberto Maroni

Se l’età dei cittadini aventi diritto al voto fosse abbassata a 13 anni, il “nuovo” Partito della Lega dei Pirati del Ministro degli interni, Roberto Maroni, sarebbe il terzo partito in Italia con, perlomeno, il 18% delle preferenze. Per il reggente del Dicastero degli Interni scaricare musica gratuita dal Web non è un reato. Questo concetto il ministro Maroni, tastierista dei “Distretto 51”, l’ha ribadito nel corso di un’intervista rilasciata a Panorama da ieri in edicola: «Suono una tastiera in cuffia per non disturbare. Non rinuncio mai alla musica: in aereo ho sempre l’iPod e anche in ufficio c’è sempre musica di sottofondo. Fra lo stupore dei tecnici del ministero, mi sono fatto anche installare eMule sul pc per scaricare gratis. La mia è e vuole essere una provocazione, perché credo che la soluzione non sia quella francese di tagliare il collegamento a chi scarica illegalmente canzoni. La soluzione è creare un sito protetto, sicuro e legale, dove i ragazzi possano scaricare brani i cui diritti d’autore sono garantiti dall’intervento di uno o più sponsor. Questa è la via maestra per tutelare sul serio i diritti di tutti. Altrimenti, diventa difficile convincere mio figlio di 13 anni a non prendersi la musica da internet. La situazione di oggi è come scendere in strada e trovare un banchetto con la scritta “frutta gratis”».


Il vento della Libertà






La reazione violenta della Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana) e della Siae non si è fatta attendere: «Il Ministro dovrebbe valutare che vi sono in gioco posti di lavoro e ricavi per lo Stato. Chi ruba in un negozio viene sanzionato, non si capisce perché in Rete dovrebbe farla franca». L'associazione, del resto, difende con forza la posizione francese e su questo fronte l'opposizione al teorema di Maroni non può che essere frontale e completa. Per Maroni, invece, l’idea Hadopi, cioè quella di tagliare il collegamento non è una soluzione. Tale presa di posizione non solo boccia l'approccio francese al problema, ma sembra togliere l'Italia dall'elenco dei paesi pronti ad allinearsi con i venti simil-Hadopi che spirano su più fronti ed in più nazioni. Maroni, infine, ha proposto una soluzione per evitare di lasciar cadere nel vuoto la propria provocazione: i download dovrebbero essere gratuiti e garantiti dal supporto degli sponsor. Il Ministro, però, non si schiera contro l'istituto del copyright: chiede, piuttosto, di «tutelare sul serio i diritti di tutti» tramite un modello ad-supported che determini la gratuità dell'approccio alla musica e le parallele garanzie per autori, produttori e musicisti. Un intervento provocatorio, ma lucido: c'è una alternativa alla repressione. Parola di Ministro. Parola di Roberto Maroni.

13 aprile 2010

'U Kinghe

‘U Kinghe
di Roberto Maurizio


Il profumo della terra
Dumìnecuccio, come tanti altri compaesani, non aveva studiato tanto. La terza media era già un traguardo ragguardevole. Fin da piccolo, invece del libro o di un giocattolo, aveva avuto in regalo un aratro. Il profumo della terra si mescolava alle essenze delle sue stagioni. Gli arnesi per coltivare le zolle, i suoi passi per calcolare i paletti dei recinti, la lotta contro le cavallette e i grilli per tutelare la fecondità del suo raccolto, la neve d'inverno, le lucciole in primavera e le zanzare d'estate, rappresentavano tutta la sua vita. Senza “campagna”, lui non esisteva. La sua sfida era rivolta al cielo. Piove, nevica, tira vento, le sementi che fine faranno? A questi interrogativi rispondeva con fierezza e caparbietà, con la complicità di Morello, un cavallo marrone con una piccola macchia bianca a forma di rombo sulla fronte. Morello, non era solo un cavallo, era un amico a cui confidare le proprie passioni, le proprie sconfitte, le tante poche, ma intense, gioie. Morello era come l'amico del bar, la moglie, la suocera, il figlio. Per Dumìnecuccio, Morello era la sua stessa vita.

Subito dopo il rintocco dell'Avemmaria
Non appena l'alba si colorava di una tenue e persistente luce, proprio quando le Pleiadi si alzavano timidamente in cielo, subito dopo il secondo rintocco delle campane dell'Avemmaria, Dumìnecuccio scendeva nella stalla, proprio sotto la sua camera da letto. Il suo primo pensiero era quello di augurare un buongiorno a Morello. Una carezza, una strigliata, una misera, ma tanto tenera, ricompensa di una balla di fieno. A volte, partiva da Dumìnecuccio anche qualche calcio affettuoso e una "pseudo bestemmia". Un porco qua e un porco là. L'interazione tra i due protagonisti ormai era segnata dal passare di tanti anni vissuti insieme, nonostante tutto. L'obiettivo di ogni mattina era quello di far capire a Morello di portarsi spontaneamente davanti al baroccio, biroccio. Il più delle volte il cavallo si comportava peggio di un mulo, anzi di un asino. Ma per Dumìnecuccio, Morello era fondamentale per il raggiungimento del suo Core Business, riportare qualche cosa a casa per sfamare la sua famiglia.

Il Core Business
Finalmente, quando ormai le campane erano state legate dal sacro passare delle ore canoniche, Morello veniva convinto dal suo padrone di assumere la sua posizione di vettore di un veicolo alquanto rozzo, con due grosse ruote e un piano fermato sulla “sala” per trasportare robe.

Il sapore del fieno
In dialetto si chiamava ‘U Kinghe. Morello, subito dopo aver odorato il sapore del fieno e assaporato una ricetta irripetibile per i gusti "umani", si calmava e rispondeva ai comandi, fatti di poche urla e di tante carezze, di inviti gentili e di improvvisi comandi austroungarici. Dopo le consuete attese per la "vestizione" e l’armamento, Morello, mentre da lontano si sentivano arrivare sempre più vicine le grida gioiose du "Scheriff", il capo "immondezzaio" che non sapeva distinguere il colore della notte dai i raggi del Sole, si convinceva ad assumere i panni di primo attore. E, respirando a pieni polmoni quell'aria fresca mattutina, faceva del tutto per contrapporsi a "U Sheriff" che gli rubava la scena, per far trasparire tutto intorno al Muraglione la sua grinta. Finalmente, Morello era pronto per il consueto viaggio di circa quattro chilometri.

Tra Garbino, Tramontana e Zefiro
Ormai, Morello faceva la strada a memoria e, nonostante i paraocchi, riusciva a carpire le direzioni di tutti i venti: dal "Favonio" ("Faogne" in dialetto, il vento più temuto nella zona) all'Astro, dal Garbino alla Tramontana, fino ad arrivare allo Zefiro. Morello riusciva a riconoscere i saluti di tutti i curiosi che si affacciavano alle finestre per vederlo trotterellare. Il cavallo, però, aveva timore del "Faogne", quel vento che proveniva da Sud dopo essersi alzato troppo in alto sull'Appennino molisano, direzione Montorio. Il Favonio lo teneva sempre in allarme. Morello pensava ai suoi cugini argentini con lo "Zonda" o a quelli delle Montagne rocciose con il "Vento del Diavolo" oppure a quelli della California del Sud con "Santa Ana". Venti molto simili allo "Sharav" di Israele e l'"Hamsin" dell'Arabia Saudita. Praticamente, per Morello, un vero e proprio Fohn svizzero o Phon per asciugare la criniera.

'U Pizz da Villa
Da ‘U Pizz da Villa fino al Calvario, tutto in discesa. Poi una leggera salita. Passato il Convento, ancora una discesa. E poi ancora discesa tra i sassi, i rami secchi, le pozze d’acqua perenni, anche durante le siccità perenni. Ma sempre in discesa. 'U Kinghe sapeva quello che faceva. Si muoveva con eleganza tra un'ala di folla come se fosse a Maranello. Nessun Pit Stop.

A pieno carico
Morello sapeva che, una volta arrivato scarico a destinazione, dopo quattrochilometri, dopo essersi riposato sotto i raggi del tiepido Sole, poi gli aspettava il ritorno. Tutto il percorso in discesa, a ritroso, questa volta, in salita e a piena carico. Ma, Morello era contento perché Dumìnecuccio lo trattava come un Principe, quando non si incazzava, di tanto in tanto. Morello era fiero di portare sulle sue spalle un bellissimo biroccio, ‘U King.
Due grandi ruote, le stanghe lunghe e storte, la piattaforma a tre piazze, una per Dumìnecuccio, l'altra per un amico e la terza per un bambino che voleva saltare su quell'inusuale mezzo di traposto per poter assaporare fino in fondo, il profuno del fieno e della terra appena coltivata.

A sinistra di Rotello
Tutte le sere, al ritorno, Dumenìcuccio e Morello salutavano, una ad una, tutte le persone affacciate sui balconi, quelli che, dopo poco tempo, non sarebbero stati più in onda. Oggi si trovano a sinistra di Rotello. Dopo una giornata di intenso e duro lavoro, Dumenìcuccio non aveva avuto modo di parlare con una persona umana, né fisica, né giuridica. Di fronte a sé aveva solo la natura, quella bucolica, quella che rende liberi tutti gli uomini e le donne di questa bella, ma maltrattata Terra.

Da lì a domani
Dumenìcuccio aveva conferito solo con Morello e aveva alzato gli occhi al cielo per conoscere i "sentimenti" della Troposfera per conoscere il tempo che avrebbe fatto da lì a domani. Nuvole dalle montagne "'u tiempe guadagne". Nuvole dal mare acquazzoni e temporali.

Non ci sono più
Prima di ripartire per il paese, dopo aver letto le previsioni del tempo sullo schermo gigante della volta celeste, Dumenìcuccio soleva dare l'ultimo sguardo alla sua terra che si incuneava fra le colline di un blu inteso, compatto e coeso tra Larino e Montorio. Dunìnicuccio, arrivato alla stalla di Morello, proprio sotto la sua camera da letto, finalmente poteva "ricoverare" il suo cavallo e pensare, subito dopo un secondo, al suo risveglio dell'indomani, che gli avrebbe permesso ancora una volta di poter guardare, la mattina, a sinistra, il Sole spuntare da Rotello insieme a Venere e la sera, al ritorno, sempre alla sua sinistra, sorgere Sirio nella Costellazione di Orione. Ormai, Morello e Dumìnecuccio non ci sono più.

12 aprile 2010

Italia, percuoti le tue corde!

La precessione degli equistronzi
di Roberto Maurizio

Berlusconi è il padrone di sei televisioni. E' quello che comanda l'Italia. Per poterlo battere, basta spegnere la Tv: Anno Zero, Ballarò, Che tempo che fa, Report, Con chi parlo, speriamo con li mortacci tua.... Tutti programmi di Berlusconi che distrugge il diritto all'informazione. Le Iene, le Cagne, le Civette. Ad eccezione della Tv de la Repubblica, uno schifo che non meriterebbe nemmeno di essere citato, con Red e altre quattro favole, la sinistra crede di poter fare una sua audience personalizzata. Invece no. Ha il canone degli italiani, allora buttiamo in faccia Berlusconi la responsabilità e noi ci prendiamo del reti, quelli che di pesci nemmeno un'ombra. Facciamo futuro. Allora arriva Fini che appoggia Anno Zero, Ballarò, Che tempo che fa. Fini avrebbe un eccesso di applausi da questi stramaledetti programmi che stanno distruggendo l'immagine dell'Italia. L'Asinara. Che sporco futuro ci attende con questi schifosi "peseudo giornalisti" che sputano sull'Italia. Arriva Gad. Attacca la Chiesa Cattolica. La riempie di vergognose accuse e non sente nemmeno il dovere di rispondere alle domande sul suo blog censurato. Ma le altre religioni cosa hanno fatto e stanno facendo contro la pedofilia? Gli ebrei sono esclusi come i musulmani da questo orrendo misfatto? La verità ad una direzione porta solo verso la menzogna. Tanti sono i soldi in ballo, e gli ebrei sono i primi a seguire il carro del dio denaro. Condannare i pedofili cattolici ad un risarcimento è l'obiettivo. E i massoni e i radicali inseguono questo ben di Dio. Se questi porci cattolici, sputtanati davanti alle famiglie per bene, dove il padre violenta costantemente le figli, le nipote, i nipoti, saranno messi al rogo, pagheranno. Alla fine dovranno vendersi anche San Pietro. Il disegno è diabolico, ma ha un senso. Allora, ci dovrete pagare i 110 milioni di morti uccisi da Stalin per il Pd, equivale a circa 700 volte l'Emilia e 1.400 la Romagna, un miliardo e 435.679 volte sette la Groenlandia. Violentare un bambino è un crimine, quello più grave che esista. Farlo morire di fame o sotto le bombe, o ucciderlo a colpi di macete è di serie B. Se strappi la pelle di una ragazzo africano, se lo bruci vivo, come in Sardegna, se gli cavi gli occhi, se lo strangoli, se lo fai a pezzi come un agnello, va bene. E il Pd e Gad non muovono ciglia. Se ammazzi un bambino palestinese, va bene, non l'hai mica violentato! Se fai saltare in aria soldati italiani, che una volta erano bambini, va bene, dateci altre munizioni per poter ammazzare definitivamente quel soldato di Campobasso. Se arresti tre operatori di Emergency sei uno stupratore. Se i Talebani ammazzano centinaia di migliaia di persone a Londra e a Roma, va bene. L'hanno voluto loro. Ma con chi cavolo sta Gad Lerner, la psedo sinistra ebraica, massonica e radicale? Con l'Occidente o con l'Oriente. Contro l'America di Bush e a favore dell'America di Obama? Che confusione. Io so solo una cosa. Il vento più importante del nostro pianeta è quello che spira da Est verso Ovest. Sono gli Alisei. Prima o poi anche i venti si romperanno le palle e vorranno un cambiamento. Noi viviamo nella Troposfera in cui il cambiamento è quello che domina su tutti gli altri elementi. Il cambiamento della Troposfera avverrà quando, forse, qualche Stato di troppo sarà eliminato dalla faccia della Terra da un vento proveniente dalla Mezza Luna. Un vento caldo che ridurrà tutti i figli di Abramo sotto un'unica tenda. Un vento il cui soffio riunirà tutti i figli di Dio. Un vento che spazzerà via gli egoismi e farà rinsavire addirittura Gad Lerner e il suo odio contro i Cristiani, i radicali, i massoni e gli atei contro i Cattolici, i comunisti e i miscredenti Democristiani del Pd. Sarebbe troppo bello vivere in un mondo di pace. Ma non conviene a chi deve fare i soldi sulle diversità. Più esistono le diversità, più soldi ci sono per i pescecani. Il Pescecane è l'essere più spregievole oggi esistente in Italia. E' quello che si avventa sulle diversità per fare soldi, audience, Anno Zero e compagnia ballando. L'Italia, a 150 anni dalla libertà coatta, sempre sconfitta in tutte le guerre, anche in quelle che per culo abbiamo vinto, non riesce a girare pagina. A 150 anni dall'indipendenza abbiamo un Presidente della Repubblica che parteggiava per l'Unione Sovietica, cioè il nostro nemico; un Premier che con quattro soldi e otto televisioni contro crede di comandare il mondo, mentre non arriva nemmeno a Mondovì; un Fascista sconfitto che adesso crede di poter governare con Fare Futuro mentre non ha saputo fare nemmeno un ben che minimo passato, Fini a se stessi; un'opposizione che tra una mortadella e l'altra ci manda un bolognese che non ha nemmeno mezza palla di quello; un Gay in Puglia; una chissà come nel Lazio; in Umbria nemmeno a parlarne, San Francesco sta ancora vomitando con i comunisti, atei (andate in Umbria e bestemmiate, nessuno vi sente, anche perché tutti quei poveri deportati di cui nessuno parla, i vecchi, vengono violentati nella terra di San Francesco). Poveri vecchi violentati in Umbria, messi in soffitta, nelle cantine, nelle più squallide celle mai viste per i peccatori incalliti. Poveri vecchi! Nessuno alza la voce a loro favore. I carcerati con tremendi crimini devono essere "umanizzati", i vecchi dell'Umbria, messi a morire in quattro mura circondate da fantasmi pieni di soldi, sono sgozzati psicologicamente, sono sodomizzati, sono violentati con il benestare di questa classe politica pronta ad attaccare la Chiesa Cattolica. Forse ci saranno anche lì, in Umbria, conventi o cose strane compromessi in questa spaventosa vendita di schiavi. La schiavitù non è finita. La schiavitù esiste in Umbria, dove stronzi di merda che hanno dato la loro vita ai figli vengono buttati come feccia o escrementi in casali a 600 metri di altezza, con un cazzo di freddo insopportabile. Su 12 mesi all'anno, i nostri nuovi schiavi di cui nessuno si preoccupa, perché fa molto più audience crocifiggere la Chiesa, che ha le sue colpe, ovviamente, come tutte le chiese del mondo compreso gli ebrei e i musulmani (quelli monoteisti), hanno appena tre mesi di caldo, di cui giugno sarà quello fatale. Dopo 9 mesi di freddo e gelo, come Gesù Bambino, questi vecchi abbandonati, vedono arrivare il Sole a Giugno. La temperatura schizza verso i 30-35 gradi. Per loro è la fine. L'alta temperatura, dopo mesi di freddo e gelo, toglie l'ossigeno, toglie la voglia di vivere, abbandonati come sono a se stessi. Tutti contenti! I porci figli che si sono tolti dalle palle quei coglioni che costavano un botto, i porci umbri. che hanno guadagnato 9 mesi di retta a 6 mila euro cadauno. Purtroppo, questi vecchi che muoiono come le lucciole, tra maggio e giugno, erano anche stati violentati in gioventù dalle guerre, dai parroci, dai seminaristi, dall'arroganza del potere, dalle tasse, dalla politica, dalla burocrazia, dalle multe, da un mondo così incivile che non ha mai avuto due minuti del suo tempo per alzare gli occhi al cielo e vedere nascere e tramontare il Sole e la Luna, Venere e Marte, Sirio e le Pleiadi. Non hanno mai potuto assaporare la bellezza di un arcobaleno perché chiusi nel traffico e nella sporcizia che ci propongono questi pseudo amministratori. Poveri vecchi. Povera Umbria. Fintanto che questa nostra società sarà nelle mani di Gad Lerner, ebreo, senza offesa, Santoro, napoletano, senza offesa, Littizzetto, torinese, senza Sindone, saremo destinati al declino perenne al quale già siamo stati assegnati dalla globalizzazione. Fintanto che i pedofili la faranno franca, grazie a programmi come quello di Gad Lerner che batte solo su un chiodo, quello della Croce di Gesù Cristo, per questo piccolo grande pianeta non resterà che gettare il cuore oltre la siepe, piazzare nuovi paletti, costruire sette Pilastri, farla pagare cara alla Mafia, fare un film su Gomorra, combattere contro i Mulini a Vento. Italia svegliati. Italia alza la tua testa. Percuoti le tue corde, il buio svanirà.

11 aprile 2010

Wikio, che merda

Wikio, che merda
di Roberto Maurizio



Wikio, cercando il mio nome, Roberto Maurizio su Google, mi attribuisce temi come l'autismo, l'eczema, l'epilessia, la dermatite. Ma quando mai ne ho parlato? Forse solo adesso. Wikio, Internet, Facebook sono elementi fondamentali per la democrazia. Ma la democrazia è un optional, chi crede di averla ce l'ha chi non ce l'ha sta meglio. Non si sta bene nemmeno sulla democratica piattaforma di Internet. Facciamo diventare Internet un luogo in cui è possibile discutere e promuovere la vera democrazia, quella che non vede la differenza tra ebrei e palestinesi., quella che vede la Cina, Cuba e la Corea del Nord oppressi da regime totalitari, di un Iran aggiocato dalla volgarità della demagogia. Chi, in questo mondo comandato solo dagli Stati Uniti, può dare un suo contributo non come Vassalli, siamo noi italiani che siamo stufi di essere posti sotto il dominio della Dittatura americana. A 150 anni dalla nostra Indipendenza facciamo valere la nostra forza contro un invasore occulto. Siamo stati noi, italiani, a dare al mondo, e agli Stati Uniti, la civiltà. Siamo adesso noi che chiediamo il rispetto delle garanzie dello sviluppo economico e sociale. Mussolini dichiarò guerra agli Stati Uniti non avendo letto gli elenchi telefonici di New York. Oggi, noi, in Italia, abbiamo più telefonini degli Imperialisti Usa. Ma questo non ci consente di dichiarare guerra, anche se in Afghanistan c'è qualcuno che vuole l'eliminazione dell'imperialismo. Contro Wikio c'è sempre tempo. Oggi, invece, occorre far valere il colore della pella. bianco, nero e giallo con i soldi. I soldi non puzzano, non hanno colore. Puzza chi con i soldi crede di aver raggiunto il paradiso. Wikio, ricorda, la merda puzza, i soldi no! Dateci un altro modo di essere presenti su Internet. Dateci la possibilità di non essere uguali alla Merda!

Wikio, una fregatura?

Wikio e così sia
di Roberto Maurizio

Miss Wikio 2012



Invito a votare per Roberto Maurizio
Non so come funziona, ma credo male. Wikio, forse, dà anche dei soldi. Non si capisce. Ma non ha importanza. Entrate su Google, scrivete roberto maurizio, cliccate su Roberto Maurizio Attualità, e votate, se volete. Il cambiamento del mondo avverrà tramite Internet. Ma Internet è governata da alcuni personaggi senza scrupoli, però più degni di essere chiamate persone rispetto a questi imbecilli che ci governano che non ti permettono minimamente di apparire e di proporre le tue opinioni. Una democrazia, quella basata sulle elezioni farse, regionali, comunali e politiche, che distruggono l'individuo. Esiste solo una casta. Quella politica. Facciamo in modo che questa casta possa essere debellata nel più breve tempo possibile, diciamo 20 anni. Fra vent'anni la Casta politica avrà raggiunto il massimo della sua prepotenza che aveva incamerata prima con l'individuazione di politici corrotti al soldo dei corruttori. Ci restano ancora vent'anni di lotta e di resistenza. Per ora siamo costretti a pagare a questi porci balzelli e tasse, multe inesistenti e arroganza di chi ti chiede di pagare il bollo regolarmente (o quasi) pagato nel 2001 e nel 2003. Uno schifo di classe politica che fa cadere in prescrizione reati veri commessi da tutti i politici di destra e di sinistra e ti chiede ancora il pagamento del Bollo. Lotta dura contro il Bollo. Lotta dura contro l'ignoranza. Lotta dura contro una classe politica avvolta nelle tenebre.

Le proposte Ue contro il cambiamento climatico

Unione Europea, pagata da noi come la Rai, contro il cambiamento climatico? E' semplice! Cammina, spegni la luce, ricicla, abbassa i condizionatori
di Roberto Maurizio



Razzismo ecologico

Per i sostenitori della lotta contro il "buco nell'ozono", contro l'effetto serra, è semplice. Camminate! Meno male che non ci dicono di camminare sulle acque. Solo uno su tutti poteva farlo. No. Ci dicono, prendete la metro, anche ai claustrofobici (tanto sono degli stronzi, come erano una volta i neri, che ora detengono il potere mondiale). Ci dicono, non lavarti; chiudi il rubinetto, prendi le lampade che costruiamo noi a basso consumo. La Terra maledetta, quella che una volta era Gaia, s'è incazzata e si è vista azzannata da un emerito imbecille che dalla stratosfera non viene nemmeno preso in considerazione. Oceani immensi, terre sempre pronte al prossimo terremoto, vulcani che hanno voglia di eruttare una quantità enorme di gas nell'atmosfera. Invece no. La piccola formica, l'uomo, crede di essere un gigante di fronte ad uno splendido pianeta irripetibile. Crede di potere fare del male a questo unico esemplare incomparabile di bellezza inaudita dell'Universo. L'uomo, per sembrare più forte della misera parte di terreno che occupa di questo immenso pianeta, ha affibiato un nome femminile: Terra, così crede di esserle superiore. Se l'avesse chiamato Mazza Dura, non si sarebbe nemmeno avvicinato e non gli avrebbe mai detto guarda che io con le mie 850 Fiat ti faccio fuori, con le mie polveri sottili ti rovino la vita, con il CO2 che ti sto facendo bere da 250 anni ti distruggo! Ma chi cazzo credi di essere, risponderebbe Mazza Dura. Non sei nemmeno una formica. Sono io che ti ho fatto e io che, quando vorrò, ti distruggerò. Non ci provare nemmeno a dire che con quattro ciminiere, otto operai all'Asinara, 14.500 bombe atomiche, centinaia di guerre che fai con gli apparecchi americani che lanciano la bomba e se vanno, vuoi farmi crollare. E' vero, la mia atmosfera, dice Mazza Dura, non va oltre i 500 chilometri, 10 quella della troposfera. Ma io vivo da 4,5 miliardi di anni. Fatti i conti! Se vuoi vendere le lampadine o altra macchine della Fiat, sono cazzi tuoi. Se vuoi fare conferenze fra le parti per altri cent'anni fai come ti pare. Se vuoi che la gente ritorni nelle caverne, va bene. Ma se credi di farmi paura, hai sbagliato strada. Con quattro o cinque eruzioni vulcaniche ti faccio fuori in dieci giorni. Quindi, invece di pensare all'atmosfera, alla biosfera, alla troposfera, al buco nell'ozono, pensa dove metti i piedi. E da lì che se mi incazzo ti faccio veramente saltare. Il mio nucleo centrale, quello che mi dà la Mazza Dura, tu l'hai dimenticato. Sei andato prima in America a scoprirla, poi sulla Luna, adesso viaggi nello spazio. Ma quando metti i piedi sulla Terra? Mi hai visto bene? Hai visto il Pacifico e l'Oceano Indiano? Hai visto di che cosa sono capace io? Invece tu pensi alle stelle, alle favole, agli alisei e ai controalisei, alla desertificazione e allo scioglimento dei ghiacciai che credi di esserne il responsabile. Pensa a me, pensa a che cosa c'è sotto ai tuoi piedi. Un discorso senza senso perché ormai i soldi li hai buttati all'aria! Pensaci. Io sono sotto i tuoi piedi e non sopra. Firmato Mazza Dura, Terra.

10 aprile 2010

Una pizza tra sospiri e sussulti, tra le fasce colorate di Van Allen

Una pizza tra sospiri e sussulti
di Roberto Maurizio

Dov’è l’Italia, quella che della solidarietà e dell’amicizia perenne è sempre stata all’avanguardia? Dov’è l’Italia, quella penisola storta che fa venire il capogiro anche ai più avveduti della Rosa dei Venti? Se la volete trovare cercatela tra i meandri più nascosti della gioventù. Cercatela tra quelli che credono ancora che senza soldi si può ancora vivere tranquillamente. Cercatela tra gli ex studenti di una scuola di periferia della Roma Ladrona, dove i tram non camminano più. Non camminano i tram, ma la droga dilaga, non camminano i tram, ma la disoccupazione aumenta, non camminano i tram, e la cementificazione aumenta, non camminano i tram e la parrocchia invade un terreno del demanio pubblico, non camminano i tram e i divorzi aumentano, non camminano i tram e gli aborti aumentano in percentuale, non camminano i tram e la classe politica cammina su due o tre binari. Non camminano i tram, ma camminano la poca amicizia e il poco amore che rimane ancora, confuso tra un traffico assurdo, voluto e desiderato da Alemanno. Il nostro, si fa per dire, sindaco, fa del tutto per renderci la vita impossibile. Ce la mette tutta, come faceva Veltroni. E adesso, Ale, Ale, Alemanno sarà coadiuvato anche dalla Polverini (tre volte nella polvere…). Tre anni di sofferenze, solo perché uno stronzo ha deciso di votare senza pensare. Non camminano i tram, ma cammina la speranza sorretta dai ricordi. Ecco, che in una serata primaverile romana, l’8 aprile 2010, presso il Cottage, racchiuso nella splendida cornice dell’Acquedotto Romano, la VD del Verrazano di Roma, anno scolatico 1993-94, si ritrova e fa un bilancio, a dir poco, positivo. Alessandro sostiene: “Che dire? Sospiri e sussulti di un bell'incontro, davvero intenso! Gioie, battiti, emozioni di un passato che ci piace ancora e ancora ci vedrà protagonisti (almeno spero...). La goliardia unita ad un pizzico di tristezza (lo ammetto ho rimpianto gli anni scolastici!) ha fatto da cornice ad una splendida serata. Grazie davvero a tutti ragazzi, sensazioni di questo tipo fanno assaporare meglio alcuni momenti della nostra vita.........Fabri, Roby & Roby, Stefy, Angelo, Simo, Claus, Ale & Sandro, Andre, Titty e il mitico "Maurizio".....Vi ringrazio ancora!!!!
Con Affetto A.C. Andreina, un sorriso splendente come la sua anima bella, generosa e prima fra gli ultimi e ultima fra i primi. Andreina prima fra le prime. Tra le fasce colorate di Van Allen dell'esosfera, ai colori radiosi di Goghen, accompagnata da un sottofondo di Haydn, un sorriso e uno sguardo... Mentre il Sole tramonta ad Est, esiste ancora un’Italia sulla quale poter contare. Quella dei giovani che vedono il futuro riflesso nel passato e si illuminano nel futuro che sarà sempre più chiaro e più splendente.

Ale, Ale, Alemanno

Forza Lazio!
di Roberto Maurizio

E' rimasta ora, dopo le recenti elezioni, alla cosiddetta sinistra, solo una squallida entità superflua che uccide le scuole del Lazio: un organismo (si fa per dire) amorfo diretto da uno dei parenti più vicini al Commissario Montalbano. Le altre due Aziende di Erogazione per eccellenza, il Comune e la Regione sono passate nelle mani forti e consapevoli di un Partito ferreo che dice pane al pane e vino al vino. La Governatrice promette di rimettere in piedi la squilibrata e polverosa sanità laziale andando ad elemosinare dal Capo Indiscusso l'autorizzazione ad uccidere ancora, prima i contribuenti e poi gli ammalati, come ha detto oggi, giustamente la Marcegaglia. Ma non fa niente, in fondo, la Terra ha circa 7 miliardi di persone, una più, una meno, ma chissene frega. I polverosi e li alemanni, compromessi con il governo, negano la scelta nucleare. Sembrava solo una mossa elettorale. No, questi due social affascinati sono veramente convinti. La Marcegaglia dice, invece, che senza nucleare l'Italia non farà nessun passo avanti. Ok. I nostri social affascinati, ecologisti ambientalisti ultima maniera, si schiereranno contro altre scelte del governo, coeso e compatto. Ma, la cosa più bella è vedere il governo del fare realizzare le promesse. Ai semafori: nessuno. Hanno lasciato solo circa 20.000 extracomunitati a presidiare il semafori, 10.000 mendicanti a chiedere l'elemosina. Ma, loro, si chiamano Ulisse. E la sporcizia invade la Capitale e i Comitati di quartiere si adeguano. Forza Lazio. Se continua così la Regione di Fantozzi andrà in serie B. Forza Lazio! Forza B!

La civile Sardegna

La civile Sardegna. Anziana donna sorprende i ladri in casa e viene uccisa. Il suo corpo dato alle fiamme
di Roberto Maurizio



Efferato delitto nel cagliaritano. Un'anziana donna, Maria Rosanna Carlus, di 71 anni, è stata uccisa questa notte nella sua abitazione a Siliqua in provincia di Carbonia-Iglesias, e il suo corpo è stato dato alle fiamme. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la donna avrebbe sorpreso in casa uno o più rapinatori che l'avrebbero poi immobilizzata, picchiata, quindi uccisa e subito dopo il suo corpo è stato bruciato. Il fatto è avvenuto intorno alle quattro del mattino in una casa di via Amsicora, nel centro del paese. Al momento non si sono appresi altri particolari. Sul posto stanno operando i carabinieri di Iglesias del comando provinciale di Cagliari.




Ecco come una Regione, un'isola, che crede ancora di essere la sola a dettare le regole dell'umana e civile convivenza. Ecco una Regione che deve far conto con il Federalismo. Un Sud abbandonato alla delinquenza deve rispondere in prima persona contro l'arroganza del crimine indiscriminato. A due mesi dalle "ferie degli italiani" che non arrivano a fine mese, ecco come risponde la civile Sardegna, con un omicidio ignobile che getta ombra sugli amministratori e su tutti i cittadini di una bellissima, quanto mai simile a tante altre belle zone italiane, mediterranee e del mondo, costretta ad appartenere a una "razza" diversa: quella che predica bene e razzola male! Ma dove è andato a finire Berlinguer? Perché non si ribella Cossiga? Povera Sardegna sbattuta in prima pagina per un atroce delitto che la rende sempre meno accessibile. Santoro, perché non parli anche delle colpe dirette dei meridionali? Perché il Sud non si ribella? Quando il Ministro Marroni parla dell'eliminazione della criminalità organizzata al Sud nei prossimi anni, nessuno gli può contestare l'inutilità dell'obiettivo. Ma se il Sud sarà salvato da Marroni, avremo di nuovo una sconfitta derivante da un'altra invasione del Nord nell'Italia Borbonica. L'Italia del Sud, la Bassa Italia deve salvarsi da sola. Un Mezzogiorno sempre addormentato deve sapersi risvegliare, non con le chiacchiere, con i libri, con i film, Gomorra, Camorra, Sacra Corona, N'Dranghta, Cosa Nostra, ma con un'azione precisa che deve iniziare dagli imprenditori. Solo quando gli imprenditori della Bassa Italia avranno consapevolezza di non poter più sopravvivere ci potrà essere la liberazione di una classe politica corrotta che rappresenta la linfa vitale della Mafia. Civile Sardegna, Bassa Italia, è l'ora di un nuovo risorgimento!