di Roberto Maurizio

La “matrona” della Fame nel mondo
Esiste una giustizia umana e lo sta dimostrando il Presidente americano Obama con la volontà di chiudere il carcere vergognoso di Guantánamo. Il carcere verrà soppresso, si spera, dopo circa 8 anni. Ma come fa, il Presidente del “Yes, We Can” a sopportare ancora l’esistenza di Agenzie delle Nazioni Unite inefficienti che da più di sessant’anni non hanno prodotto niente di buono? L’Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo), in realtà, è molto più giovane della “matrona” Fao.
Ifad. Il Rapporto “velina”

Nato nel 1977, durante le crisi petrolifere, il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo doveva rappresentare il “fiore all’occhiello” di un’Organizzazione internazionale che non ha mai avuto tempo e voglia di emergere nelle controversie internazionale e ancor più nella lotta contro le disparità nel mondo. Dopo 32 anni, l’Ifad, sembra una Cococo, una lavoratrice (si fa per dire) a tempo determinato, un Azzecca Garbugli, senza arte e né parte. La riprova è l’ultimo rapporto “velina”, lo stesso che sta riproponendo da anni, reso noto oggi dall’Ifad, che a sede a Roma, come la Fao. Un rapporto inutile!
Viale Ombroso

Qui di seguito i nostri lettori avranno modo di avere il testo completo e le “intuizioni” di questo organismo che potrà essere risollevato solo dal recente Premio Nobel, Barak Hussein Obama. Cos’è che non va nelle “analisi”, pagate a suon di bigliettoni verdi, dell’Agenzia Onu di via del Serafico? La testardaggine. Sono anni ed anni che continuano a predicare come se fossero su un pulpito di viale Ombroso la bontà delle loro tesi: piccoli prestiti, donne superiore agli uomini nel risparmio e nella gestione della famiglia, pozzi a destra e a sinistra, aiuti ai pastori del Ciad, dell’Eritrea.
Il “tifo” per la fame
Il Roi della Fao
La spazzatura vicino alla Fao
L’Azienda di Terme di Caracalla non è servita a debellare la “Fame nel mondo”, ma ha saputo ingrassare i funzionari e i suoi porta borse per 60 anni. Lo Stato Patrimoniale e il Conto economico hanno registrati incassi favolosi. Dove sono andati a finire? Nel Roi dell’Azienda romana. Il suo Return on Investment ha raggiunto quasi il 100%, perché tutto quello che è stato investito per l’Africa è tornato come utile diretto e indiretto alla Fao e niente alle popolazioni africane. In effetti, quale necessità avrebbe la “matrona” di produrre effetti positivi nella sua azione, se non quella della sua soppressione di ente inutile. Se non c’è più fame nel mondo non c’è nemmeno la Fao e l’Ifad.
Brunetta un “Watusso”
Una bellissima donna Tutsi, in un dipinto dove emerge interamente il dramma dell'Africa e dal quale, però, si intravedono prospettive di pace e di sviluppo economico e sociale
Allora, chi ci obbliga a lavorare per raggiungere l’obiettivo della nostra dissoluzione? Ci vorrebbe un semplice “Brunetta”, che non è un Watusso, per affermare: ti do tempo fino al 2015, anno in cui si dovrebbe dimezzare la povertà nel mondo, altrimenti fai le valige e il costo enorme degli investimenti internazionali dovrebbero prendere un altro percorso.
Undp e Pam, le “cenerentole Onu” vicine al persone bisognose

Via Palmiro Togliatti

L’Ifad e l’Unhcr hanno perso quasi completamente le loro onorevoli “missions”. Sono stati imbarbariti dalla politica e gettano al mare le persone che una volta loro difendevano. Non hanno carisma, non hanno capacità di interloquire, di farsi valere, non con le ideologie, ma con un sentimento molto più banale, se volete, l’umanità dei nostri missionari, che non chiedono, danno.
La politicizzazione ha ridotto l’Unhcr come una sezione di via Palmiro Togliatti. Roba da pazzi!
453.811
L'odio non ha mai prodotto benefici per l'umanità, soprattutto quando a diffonderlo sono stati i media che dovrebbero mirare a raggiungere un mondo in pace e sviluppato. Questa è la stampa estera "ospitata" in Italia: Internazionale, ma quale, quella socialista? comunista? democristiana? La "vignetta", però, sbaglia in due particolari: il primo è che Berlusconi, purtroppo, non sarà l'ultimo imperatore, se continueranno ad esistere giornali finanziati da chi non si sa chi; il secondo è che tra le fiamme, questo Diavolo, ha, all'insaputa del grafico, una Croce che con la mano sinistra cerca di spegnere l'odio, il più grande crimine dell'umanità. Chi semina odio raccoglie tempesta. L'odio del secolo breve non è bastato? Circa 300 milioni di morti e forse più non sono bastati? Basta con l'odio che produce solo sofferenze!
La riforma dell’Organizzazione delle Nazioni Unite è necessaria ed indispensabile. Ci resta solo il tempo per non vedere morire le illusioni di tutti quelli che credono in un mondo migliore: dai miei calcoli 7 miliardi di esseri umani. Gli altri 453.811 milioni sono i nemici dell’umanità. Molti di essi si annidano anche negli organismi delle Nazioni Unite. Gli ultimi 11, credo di conoscerli.
Il Rapporto Ifad: “Mandare soldi a casa”

Roma, 20 ottobre 2009 – Secondo un rapporto del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di povertà rurale, i lavoratori africani inviano alle loro famiglie in Africa più di quaranta miliardi di dollari ogni anno. Leggi restrittive e tariffe alte, tuttavia, sminuiscono il potenziale che queste rimesse avrebbero di risollevare i poveri dalla loro condizione di indigenza. Il rapporto “Sending Money Home to Africa” (Mandare Soldi a Casa in Africa) sarà presentato a Tunisi il 22-23 Ottobre al Forum Globale sulle Rimesse 2009, organizzato dall’IFAD e dalla African Development Bank (AfDB). A livello globale, i flussi delle rimesse superano i trecento miliardi di dollari l’anno, eccedendo l’ammontare degli Investimenti Stranieri Diretti e dell’Assistenza Ufficiale allo Sviluppo messi insieme. Mentre i costi per i trasferimenti di denaro sono diminuiti in modo significativo in America Latina e in Asia, mandare i soldi a casa in Africa è ancora molto costoso. Per i trasferimenti all’interno del continente i costi possono arrivare al 25% della somma inviata. Al vertice del G8 a L’Aquila lo scorso luglio, i leader mondiali hanno riconosciuto l’impatto che i flussi delle rimesse hanno sullo sviluppo e si sono prefissi l’obiettivo di dimezzare il costo dei trasferimenti nei prossimi cinque anni attraverso la creazione di un ambiente competitivo e senza barriere per i trasferimenti. Tra il 30-40% delle rimesse inviate in Africa è diretto alle zone rurali, dove i poveri non hanno accesso a servizi finanziari e dove le famiglie degli emigrati devono percorrere grandi distanze per poter prelevare il denaro inviatogli dai loro cari. L’intero continente africano ha lo stesso numero di punti dove le famiglie degli emigrati possono prelevare le rimesse che il Messico. Il rapporto dimostra che semplicemente aprendo ad altre strutture la possibilità di offrire servizi di trasferimento delle rimesse, per esempio istituzioni di microfinanza e uffici postali, il numero dei punti di prelievo delle rimesse raddoppierebbe. Il rapporto dell’IFAD evidenzia come nuove tecnologie – i cellulari ad esempio – e strutture già esistenti – in particolare uffici postali o piccoli empori e stazioni di rifornimento – potrebbero rendere più a portata di mano i servizi associati alle rimesse. L’Algeria, dove il 95% delle rimesse è pagato attraverso gli uffici postali, potrebbe essere presa a modello da altri paesi africani. “In tempi di recessione, favorire i trasferimenti di queste rimesse alle famiglie nelle aree rurali dell’Africa è più vitale che mai” ha affermato il Presidente Aggiunto dell’IFAD, Kevin Cleaver, prima di partire per Tunisi. “Il potere delle rimesse può essere stimolato abbattendo le barriere e rendendo meno costoso per le famiglie africane prelevare il proprio denaro,” ha aggiunto. La maggior parte del denaro inviato alle famiglie viene utilizzato per finanziare consumi giornalieri, ma studi dimostrano che associando alle rimesse l’offerta di servizi finanziari quali libretti di risparmio, mutui e assicurazioni, anche i più poveri risparmiano e spesso investono nello sviluppo delle proprie comunità.




Dalle percentuali non risulta che a nessuno degli italiani interessi la libertà di stampa, ma quale stampa? Quella del Vaticano, quella dei Comunisti, quella dei Fascisti. Nel Berluschinstan il superfluo è stato definitivamente fatto fuori. Oggi, 12 ottobre 2050, è stata anche scoperta una lapide a Tremondozzischen, per aver capito che solo il lavoro “fisso” ti dà la possibilità di parlare con il Padre negli Alti dei Cieli! Un ex cococo, alto, biondo e con gli occhi celesti, con la tessera Cgil di Pozzuoli non è d'accordo. "Padre, che sarebbe il Massimo, non ne posso più di questo lavoro fisso"!

Dieci milioni di bambini italiani si lavano le mani quasi ogni ora. Se per combattere l’influenza dei porci H1n1 facessimo utilizzare la pillola abortiva Ru486, non ci rimarrebbe perlomeno il Po?
Antonio Polito, direttore de "Il Riformista"
Ecco gli applausi delle giovenche appena acquistate sul mercato delle vacche. Ecco i giovani rampolli che dovrebbero essere mandati a mietere il grano, a splalare la neve, a lavorare, invece di bivaccare nella Tv di Stato pagati, a 50 lire ad applauso dai contribuenti, che sostengono tutto ciò che è di sinistra: cioè quello che la attenta regia indica come principale comandamento. E si dimenticano di Tremonti che presenta la Banca per il Mezzogiorno, non è quella che alle quattro meno un quarto comincia a rubare.
E’ una cosa seria. Speriamo. Ma la frase più giusta ed esaltante, per la quale tutti dovrebbero scendere in piazza o su Facebook, che è la stessa cosa, è quella pronunciata da Ferrucio De Bortoli, che abbiamo il dovere di difenderla e sostenerla. Una frase che renderà il Direttore del Corriere della Sera simile a Aung San Suu Kyi. Non l’hanno arrestato ancora, ma ci manca poco. Ferruccio e Aung sono gli “eroi” di questo blog.
La “Flebile luce delle Pleiadi” si fa sempre più vedere e gli spiragli sono inseriti in una frase storica che il Direttore del Corriere della Sera ha pronunciato durante un programma blasfemo di cui i posteri non avranno nemmeno il sentore. Il vero dramma del giornalismo italiano e, di conseguenza, della “povera gente” costretta a leggere questa Stampa, secondo De Bertoli, è che dopo 150 anni non abbiamo ancora una Stampa “senza divisa e senza elmetto”.
Le Figaro di oggi fa uno scoop. Mussolini era una spia che veniva pagata 100 lire a settimana (circa 6.400 euro attuali, cazzo che colpo ! Sarà per questo che ha inventato il fascismo che è stato copiato da tutti quegli altri stati imbecilli del secolo scorso). Ma, l’Italia nella Prima Guerra mondiale non è stata alleata della « Perfida Albione » ? James Bond, spia inglese, era un avversario dei comunisti sovietici. Mussolini, al massimo, era un informatore di un paese alleato. Qui non si vuole fare la difesa ad oltranza del despota, del Duce, del perdente, dell’impiccato a testa in giù a Piazzale Loreto, dell’utilizzatore dell’olio di ricino, del Romagnolo, maestro elementare, scopatore a tutto spiano. Si vuole solo segnalare l’ignoranza della Stampa Estera che spara a zero azimut contro l’Italia, solo per il gusto di essere antitaliani. Forse hanno ragione. Sempre secondo questa Stampa Estera Libera che non ha fatto Scuola e non sa che cos’è la Vita, gli italiani, memori di Benito, hanno pagato i talebani per una tregua. Ma anche se fosse vero, brutti guerrafondai che non siete altro, che cosa ci sarebbe di male ? Il vostro mandato, cioè quello di Bush e di Obama è quello di ammazzare tutti gli afghani ?
Le regole di ingaggio sono quelle di uccidere e basta ? Ma che umanità è questa ? A parte il fatto che non esistono prove concrete, comunque, i nostri soldati, anche quelli fascisti (come i nostri padri e i nostri nonni) sono sempre stati rispettosi (al 90%) della vita umana, delle donne e dei bambini, addirittura rispettavano anche gli insetti. Fino a prova contraria, l’esercito italiano, da sempre, ha mostrato grande umanità e non si è mai allineato alle idee e alle ideologie di altri paesi portatori di morte per il piacere di portare morte. Ecco chi sono i brutti e i cattivi. Gli italiani. Basta ! A parte D’Alema che ha buttato le bombe su Belgrado, ammazzando molti giornalisti, i Mas che distrussero la flotta inglese in Egitto, e qualche imbecille incivile che tagliò la testa ai nostri fratelli africani in Etiopia, Somalia, Eritrea e Libia, tutti fatti sgradevoli, la nostra penisola non ha mai prodotto tanti lutti e tanto pianto rispetto ai paesi di cui fanno parte i giornalisti della Stampa Estera : Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Belgio e qualc’un altro (in ordine decrescente di morti procurati in diverse aree geografiche di questa povera Terra) !

Gaio (Gay) Giulio Cesare

