18 dicembre 2007

VIII Summit dei Premi Nobel per la Pace

Muhammad Yunus
Prima puntata


Yunus durante l'incontro del 14 dicembre

Una semplice formula, per certi versi ingenua, ma intelligente: prestiamo i soldi a chi non ce l’ha. Una ricetta, se vogliamo, un po’ di parte, diamo i soldi alle donne. Questa, in estrema sintesi, l’invenzione del Premio Nobel per la Pace, Muhammad Yunes, banchiere dei poveri, professore di economia. Una specie di uovo di Colombo, la scoperta dell’America. Ma funziona realmente? E, soprattutto, funzionerà ancora? E’ veramente originale? E’ capace di eliminare veramente la povertà? E’ la strada maestra per il riscatto dei paesi poveri?
Vediamo di strutturare il discorso seguendo questa scaletta:
1. Chi è il Premio Nobel per Pace 2006
2. Cosa ha inventato
3. Cosa c’era prima
4. Da chi è stato aiutato
5. Da chi è stato influenzato
6. Quali ideologie sono dietro all’invenzione
7. Quali i risultati raggiunti finora
8. Chi l’ha messa in pratica
9. Quale la percentuale sul finanziamento complessivo
10. I vantaggi e le critiche

Il banchiere dei poveri


“One day our grandchildren will go to museum to see what poverty was like”, “Un giorno i nostri nipoti andranno al museo per vedere che cosa fosse la povertà”. Questa la frase più famosa pronunciata dal Premio Nobel per la Pace 2006, Mohammad Yunes, nato nel 1940 a Chittagong (Bangladesh) dove consegue la laurea in Economia. Nel 1969, svolge il Dottorato di ricerca presso l'Università Vanderbilt di Nashville (Tennessee, U.S.A.). È, poi, professore di Economia presso la Middle Tennessee State University, U.S.A., fino al 1972, quindi direttore del Dipartimento di Economia dell’Università di Chittagong dal 1972 al 1989. Verso la metà del 1974 il Bangladesh fu colpito da una violenta inondazione, a cui seguì una grave carestia che causò la morte di centinaia di migliaia di persone. Il paese è periodicamente devastato da calamità naturali e presenta una povertà strutturale in cui il 40% della popolazione non arriva a soddisfare i bisogni alimentari minimi giornalieri. Fu in quest'occasione che Yunus si rese conto di quanto le teorie economiche che egli insegnava fossero lontane dalla realtà. Occorreva, allora, una medicina miracolosa: far crescere il reddito delle famiglie più povere anziché farle dipendere dalle elemosine, promuovendo la crescita delle attività economiche al livello più basso dell’economia. Decise, quindi, di uscire nelle strade per analizzare l’economia di un villaggio rurale nel suo svolgersi quotidiano. La conclusione che egli trasse dall'analisi fu la consapevolezza che la povertà non fosse dovuta all'ignoranza o alla pigrizia delle persone, bensì al carente sostegno da parte delle strutture finanziare del paese. Fu così che Yunus decise di mettere la scienza economica al servizio della lotta alla povertà, inventando la Banca Grameen (in bengalese, Grameen significa contadino). Il professore si era accorto che, come nelle economie occidentali, ciò che impedisce la crescita è la mancanza di credito alle attività economiche, e che sarebbero stati sufficienti dei piccolissimi prestiti per espandere questa economia di sussistenza e far crescere il reddito dei più poveri.

La Grameen Bank


La banca di Yunes, stravolge completamente l’idea di banca commerciale occidentale. Non è il cliente che si reca in banca, ma viceversa; non c’è bisogno di garanzie reali per ottenere un fido; non occorre firmare centinaia di moduli di carta per diventare titolare di una linea di credito; non si ricorre ai tribunali in caso di insolvenza, che è quasi del tutto inesistente.Così Yunus racconta la sua storia. Una volta chiesi ad un lustrascarpe quale fosse il suo incasso giornaliero. " Due dollari!". "E cosa te ne fai di questi due dollari?". "Uno me lo tengo io, e con l'altro pago l'affitto della cassetta con le spazzole". Può sembrare strano che un lustrascarpe debba rinunciare alla metà delle sue già modestissime entrate perché non può comprare uno strumento di lavoro del valore di soli 40 dollari. Ma se non dispone del piccolo capitale necessario, è costretto ad accettare qualsiasi condizione, e in pratica a lavorare quasi gratis. Inoltre, proprio il suo bassissimo reddito non gli consente alcun tipo di risparmio e quindi di migliorare la propria situazione. L'unica alternativa è rivolgersi al mercato nero del credito, cioè agli strozzini. Non a caso il prestito ad usura nei paesi del Terzo mondo è così diffuso. Ma affidarsi agli strozzini significa cadere dalla padella nella brace. Per debellare la povertà non servono quindi delle elemosine più o meno ricche ma, anche al livello più basso, è necessario promuovere la crescita dell'economia attraverso l'erogazione di piccoli prestiti. All’inizio della mia attività, ha detto Yunus, durante la sua Lectio presso la Città dell’Altra Economia il 14 dicembre 2007, avevo indirizzato i finanziamenti quasi esclusivamente agli uomini. Mi accorsi dopo che le donne erano più brave nella gestione del prestito. Decisi di concedere il 20% alle donne e il resto agli uomini. Oggi, la percentuale si è decisamente capovolta in favore delle donne con il 96% del totale. Una volta abolita la banca come ente burocratico (gli impiegati della banca girano per i villaggi e parlano con la gente per spiegare come funziona il microprestito, e più che funzionari di una banca sono piuttosto degli insegnanti, perché la loro attività principale è insegnare), per abbattere i costi e per andare incontro ad una clientela in maggioranza analfabeta, soppressa ogni documentazione cartacea. Il prestito viene concesso sulla fiducia e senza alcuna garanzia. Però tutti si devono adeguare alle sedici condizioni previste dalla banca.

The 16 decisions of Grameen Bank

1. We shall follow and advance the four principles of Grameen Bank --- Discipline, Unity, Courage and Hard work – in all walks of our lives.

2. Prosperity we shall bring to our families.
We shall not live in dilapidated houses. We shall repair our houses and work towards constructing new houses at the earliest.

3. We shall grow vegetables all the year round. We shall eat plenty of them and sell the surplus.
During the plantation seasons, we shall plant as many seedlings as possible.


4. We shall plan to keep our families small. We shall minimize our expenditures. We shall look after our health.


5. We shall educate our children and ensure that they can earn to pay for their education.


6. We shall always keep our children and the environment clean.


7. We shall build and use pit-latrines.


8. We shall drink water from tubewells. If it is not available, we shall boil water or use alum.


9. We shall not take any dowry at our sons' weddings, neither shall we give any dowry at our daughters wedding. We shall keep our centre free from the curse of dowry. We shall not practice child marriage.


10. We shall not inflict any injustice on anyone, neither shall we allow anyone to do so.


11. We shall collectively undertake bigger investments for higher incomes.


12. We shall always be ready to help each other. If anyone is in difficulty, we shall all help him or her. If we come to know of any breach of discipline in any centre, we shall all go there and help restore discipline.

13. We shall take part in all social activities collectively.

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