9 ottobre 2008

Salvate il risparmiatore Antonio Lo Zito

La Borsa crolla e io mi scanzo
di Roberto Maurizio


Un nuovo '29?
La Bce e la Fed tagliano di mezzo punto i tassi di riferimento. Le Borse crollano. I consulti internazionali e nazionali si susseguono. L’ultimo, in Italia, ieri sera. Misure urgenti contro la crisi, annuncia il Governo. Intanto Milano ieri è tracrollata: -5,7%. Vanno in fumo milioni di euro, vanno in fumo gli investimenti dei poveri piccoli risparmiatori italiani (81%). E Veltroni annuncia: bisogna difendere i senza casa, i poveri, le piccole imprese indebitate. E Veltroni riceverà i voti dai senza casa, dai poveri e dalle piccole imprese indebitate: 9% degli italiani. E gli altri 91%, cioè l’81% (volendo togliere i riccazzi con le barche a vela e con le case a New York), da chi saranno tutelati? Per chi voteranno?

Alitalia, morti sul lavoro, camorra, mafia non esistono più


Il turbinare delle notizie negative sui mercati finanziari internazionali oscurano gli altri problemi che sono stati al centro dell’attenzione della stampa italiana. Adesso il problema, contrariamente a quello che dice Veltroni, non è di chi non ha niente. Niente avevano e niente avranno. La crisi a loro non interessa. Sono interessati quegli 81% degli italiani che lavorano e risparmiano. Questo non significa che dei poveri non occorre interessarsi. Ma, caro Veltroni, non è questo il momento di sollevare il problema dei poveri (ci potevate pensare voi, prima). Caro Veltroni, che fine ha fatto l’Alitalia? Che culo con questa crisi. Nessuno parla di loro e degli stipendi dei piloti sono andati alle stelle. Che fine hanno fatto i morti sul lavoro? Che culo con questa crisi. Nessuno parla più di loro. Che fine farà un partito che non sa stare al passo con i tempi. La crisi finanziaria internazionale non colpirà i poveri, trafiggerà milioni di italiani risparmiatori. Cirio, Parmalat, quisquiglie, di fronte a questa crisi che potrebbe cambiare i destini del mondo. E il Pd che fa? Occupiamoci dei poveri e non di quei tanti milioni di contribuenti che finanziano l’Italia, quei milioni che fanno sacrifici, quei milioni che votano. Ex sindaco legato a quel balcone del Campidoglio, ma da chi ti fai guidare? Da Obama? Obama ha i soldi e tu no.

E Bin Laden?
Sarebbe questo il momento opportuno per Bin Laden. Forse non gli conviene?

Amore in macchina: tre anni di carcere



Gli americani si solleveranno e noi no, soprattutto se tu, Veltroni, continui a prostituirti e a farti portare in macchina (tre anni di carcere). Noi abbiamo bisogno di un partito nuovo, quello vicino ai lavoratori che si sacrificano che vogliono lavorare e che incremento il prodotto interno italiano. Un vero partito di sinistra che non prenda soldi dagli americani (ogni riferimento a baffetto è puramente casuale), o dai russi, ma che venga finanziato dai lavoratori italiani.

Ormai la notte non si dorme più



Milioni di italiani, in attesa dei dati della borsa di Milano, non dormono più. La notte, per loro, è un apostrofo rosa che collega le piazze asiatiche a quelle europee. E’ fatta per riflettere. Riflettere come fuggire da questo avvelenamento, questo cancro, questa “influenza” australiana, già pronta per lasciare sul selciato centinaia e centinaia di vecchi, malati e altro lordume che, come gli insegnanti in soprannumero, infangano le finanze italiane.

Viva l’Australiana

L’influenza Australiana, che incombe sui vecchi e gli ammalati, è una delle possibilità di salvezza della borsa valori di Milano. L’Inps risparmia, gli eredi godono e l’Italia fa la tarantella.

I nuovi eroi

Ecco i nuovi eroi. Nella prima foto, Berlusconi, Tremonti e il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Una triade che convince? Ai posteri l’ardua sentenza. Ma, così come strutturata è perlomeno un segnale di fiducia. Occorre adesso un governo, senza opposizione faziosa e lacrimevole, che faccia rispettare solo una cosa: la giustizia.

8 ottobre 2008

Vola la cavalla impazzita

La Botteri nitrisce per Obama
di Roberto Maurizio



In un brodo di giuggiole
Il duello di Nashville tra l'Asino Obama e il Pachiderma McCain è finito con un distacco solo di due punti a favore del primo. E' bastato questo per portare la Giovanna Botteri in un brodo di giuggiole. In diretta dall'America (e non dall'Iraq), la Botteri gode. Una giornalista deve informare e basta. Non deve fare commenti. Il commento in Tv e in Radio è anche alzare la voce, applaudire con un grido che proviene dal fondo dell'anima, cioè dall'odio, contro il nemico. McCain, per la Botteri & C., non è un avversario, è il nemico. A che pro?


Il Cavallo Rosso Nero


L'Occidente è in crisi e alcuni tifano per il cavallo rosso nero (Obama). Il servizio della Botteri di oggi, alle 14.35, redatto con grande professonalità nei primi tre minuti, parte per la tangente, subito dopo, quando la "corrispondente" (corrispondente a chi non si sa) si fa inquadrare all'interno di un recinto che somigliava molto all'ippodromo di Capanelle, con manifestazioni di "Giubilo" (non del grande giornalista Alberto), ma di tante assatanate che strillavano insieme alla Botteri per la vittoria del loro cavallo per un'incollatura. Che brutta cosa è la febbre da cavallo!

Berlusconi a Wall Street come uomo della Provvidenza

Obama in crescita negli Stati chiave
di Roberto Maurizio

Obama sembra in crescita negli Stati che contano. Però, se Obama perde, Vetroni fa le valige? Yes, we can. Se po' fa'. Ma perché Veltroni guarda l'America mentre c'è tanto bisogno di cambiamento in questo misero paese? L'Italia ha bisogno di un'opposizione seria. Finché nella nostra penisola non ci saranno due partiti seri, i nostri risparmi saranno messi in mano a dei deficienti. Basta con i partiti improvvissati. Occorrono partiti che sappiano difendere gli elettori. Ma fintanto che gli elettori saranno condizionati dalla falce e dal martello, dallo scudo crociato e dal Vangelo, da chi del conflitto di interessi fa un'arma a suo favore, l'Italia resterà sempre nella periferia che sarà sempre più calpestata. Basta con la periferia. Basta con Berlusconi che parla e non agisce. Certo, avremo i grembiuli nelle scuole! Avremo licenziato migliaia di insegnanti incapaci. Però, adesso, è ora di difendere con i denti i risparmi degli italiani. Se Berlusconi agirà in prima persona per torvare soluzioni, allora Berlusconi sia. Altrimenti... E' facile togliere i rifiuti da Napoli, soprattutto se si ha il conforto di chi può; è facile rimettere in piedi l'Alitalia, distinguendo il bene dal male. Ora, vedremo in azione Berlusca che se saprà difendere i nostri riparmi. Allora diventerà sempre più l'uomo della provvidenza.

7 ottobre 2008

Un bolide sul Premio Nobel 2008

Cabibbo e Gabibbo, Tc3 e Tg3
di Roberto Maurizio


Scontro tra Gabibbo e il Tg3
Due gli avvenimenti più importanti di oggi, 7 ottobre 2008. Tralasciando lo sciame della crisi finanziaria di Wall Street, che non termina qui, e delle relative ripercussioni speculative internazionali, tralasciando il voto di fiducia sulla cosiddetta “riforma della scuola” della ministra Gelmini, che fa acqua da tutte le parti, due sono gli avvenimenti che folgorano l’immaginario collettivo di un’Italia sempre più depressa: l’impatto dell’asteroide «8TA9D69», rinominato con la sigla 2008 Tc3 del diametro di circa quattro metri e il mancato Premio Nobel a uno dei più grandi scienziati italiani.





Una tegola in testa vale più del Tg3


Ecco come sono stati interpretati questi due importanti avvenimenti da alcune persone (completamente inventate) da noi intervistate. Mario Sodani di Morella Balsamo di Cilfone, provincia di Campobasso: “Secondo me, il Gabibbo doveva vincere il premio Nobel, e le sue veline dovevano proteggerci con il loro sorriso dall’asteroide Tg3 che ogni giorno ci rovina la giornata con le sue notizie false e tendenziose”. Lorella Chiricchi di Isola del Miri, provincia di Frosinone: “Il Gabibbo rappresenta l’Italia, nessuno ci difende come lui a livello internazionale. Forza Gabibbo e forza Scienza. Gabibbo Premio Nobel per forza”! “E’ il Tg3 che mi preoccupa. Questo asteroide che incombe sui miei compaesani, anche se è grande 4 chilogrammi, come la sua audience, potrebbe essere distruggere la mente e la democrazia”. “Meno male che il Tg3 è caduto sul Sudan e non sull’Arabia Saudita. Tanto il Sudan non ha nessun problema.”

Il Tc3 (un meteorite)


E' meglio non scherzare
L’asteroide Tc3 con i suoi 4 metri di diametro è andato in frantumi, ma il bolide ha sprigionato un kiloton di energia, quasi de bombe atomiche. Ricordiamo che proprio cento anni fa, nel 1908, un asteroide circa dieci volte più grande, cadde a Tunguska, in Siberia, distruggendo una vasta area. E i segni sono rintracciabili ancora oggi. E povero Nicola Cabibbo, dopo aver dato alla Fisica un suo magistrale contributo, è stato scippato dal Premio Nobel da tre avvoltoi che si beccheranno milioni di euro solo per aver copiato. La morale della favola è: ragazzi copiate e un domani vi guadagnerete il Premio Nobel.

Gad, i neri, la crisi e l'Iran

Una crisi senza precedenti risolleva i marxisti-leninisti-gadisti
di Roberto Maurizio
Giuliano Ferrara, l'unica immagine decente prelevata da Internet che può essere pubblicata. Contro quest'uomo è in atta una campana vergognosa, che terminerà solo quando sarà distrutta la sua immagine, simile a tanti milioni di persone che la pensano come lui. Viva il Comunismo, Viva il Fascismo, Viva il Centro, Viva la sinistra destra, Viva la destra sinistra. Viva Marco Pannella che non ha capito che Giuliano la pensa come lui.


Una semplice equazione: capitalismo, merda
L'ebreo Gad Lerner (non è un'offesa è la realtà) guarda con soddisfazione il quadro di Marx (ebreo) attaccato alle sue spalle. E' l'Infedele di ieri sera, 6 ottobre: un programma pagato dalla Sette, una rete che sta per finire al tappeto, se continua a presentare la faccia arrogante di Lerner e le labbra tumefatte di Lilli Gruber. Da Parigi, Lerner, tira fuori la carta Toni Negri che viene interpellato per interpretare la crisi finanziaria che sta distruggendo milioni di dollari in tutto il mondo. Toni Negri, condannato e scontato, dà lezioni di economia. Il capitalismo contro il quale lui si è battutto ed è stato processato e condannato, adesso, è in fin di vita. Stappano i tappi dello champagne tutti i comunisti (come hanno fatto l'11 settembre 2001). Oggi, invece dei 2.000, 4.000 morti, è in gioco qualcosa di più delicato: i riparmi dei comunisti nostrani. D'Alema perderà 5 barche su sei, Veltroni quattro apparamenti a New York su otto. L'unico che si salva è Prodi, in Africa: potrà perdere solo il biglietto aereo per il ritorno!



La preoccupazione di Gad
Finché Gad va da Santoro, nulla da eccepire. Attacca i capitalisti di merda che offendono i neri, si mette alla testa di sfruttati, attacca gli italiani come se questi fossero tutti razzisti, di fronte ad un occhio pesto pesta la Repubblica Italiana. Ma noi dove siamo? Chi ci difende da questi attacchi che poi diventano delle litanie che servono solo per la sopravvivenza di Israele? Perché viene data la parola a questo signore che esprime la sua opinione prima delle sentenza, attacca gli italiani, e con il suo programma, invece, vuole che chi pista i neri, le somale, i cinesi, si mettono in linea contro l'Iran, gli arabi, i musulmani, che in questo contesto sono più forti degli ebrei? La crisi finanziaria sta facendo avanzare il mondo musulmano. Lerner ha paura, non lui che gode di immunità di miliardi di euro personali fatti contro la volontà del popolo italiano. Perché cambia faccia? E' facile schierarsi con i camorristi o contro i camorristi, contro gli spacciatori e a favore degli spacciatori (un lapsus froidiano sicuramente non rivolto a Gad, che come è noto è contrario all'assunzione di qualsiasi tipo di droga, basta che non si tratti di ideologia). Oggi è il giorno del giudizio: i cittadini italiani sono in allarme, i loro risparmi, le loro liquidazioni, possono andare in fumo per colpa di una mano invisibile. La mano inviibile non è il mercato, come diceva Adam Smith, ma una quantità di approfittatori che, grazie all'azione di Lerner che continua a difendere l'indifendibile, solo per far sollevare le azione del suo Partito (che speriamo lo cacci il più presto possibile), che non ha bisogno dei suoi ragli per essere credibile e vincente. Ci stiamo avvicinando ad una svolta epocale, dove un terremoto manderà in frantumi l'attuale sistema, che risorgera sulle sue ceneri, come ha fatto negli anni '30, anzi, meglio.



Propri adesso
Il quotidiano "il manifesto" sta per chiudere per problemi di cassa, proprio adesso che aveva un ruolo. Le sue spore resteranno intatte in questo clima mediterraneo che concede a tutti i fiori e a tutti i serpenti di rinascere. I comunisti di rifondazione non si fanno ancora sentire. Aspettano un po'. Poi strombetteranno contro l'arroganza del capitalismo. E noi ci dobbiamo beccare lo sciopero contro il grembiule del 25 ottobre, mentre i soldi degli italiani (anche comunisti) stanno andando in rovina. Viva Marx, Lenin, Mao Tse Tung, viva la Lega, la Padania Libera, viva il Centro di Tabacci. Tabacci e Marx, la stessa cosa (700 milioni di parole in più per il secondo). Proprio adesso abbiamo bisogno di un governo che governi. Non basta "tutto va ben madame la marchise". Non va bene un accidenti. Si sente nell'aria una catastrofe e uno tsunami incombente. Speriamo che non sia a favore dell'Iran (Gad perde consensi se l'Iran si schiera contro gli Stati Uniti, come Gad e come rifondazione comunista e gli altri comunisti che lui chiama a partecipare nella sua trasmissione come Toni Negri. Fra Negri, neri e iraniani non c'è molta differenza),



Pistolotto
Se dobbiamo morire democristiani, votiamo Pd; se vogliamo morire fascisti riforsmisti che sono contro i fasmismo, votiamo Pdl. Ma se vogliamo salvare i nostri risparmi e le nostre pensioni, bisogna votare per un'Italia più libera, senza Gad Lerner e, da momento che ci siamo, anche senza Lilli Gruber, cioè senza la "maledetta" (perché non fa lavorare il più grande giornalista oggi esistente, Giuliano Ferrara) La Sette.

6 ottobre 2008

La Bibbia dei Famosi

La Bibbia dei Famosi
di Roberto Maurizio


Santa Croce in Gerusalemme
La più bella Basilica di Roma è, dopo San Pietro, Santa Croce in Gerusalemme. La semplicità della sua struttura e la povertà del suo caseggiato s’alzano come per incanto verso la solennità di Dio cantando le sue laudi. Umile, si nasconde dietro le Mura Aureliane, timida ed apprensiva, oppressa da un traffico spasmodico incontrollato dai gestori di una quotidianità ignorante che non sa quello che fa. Nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme sono conservate le reliquie della Croce di Gesù Cristo. Il disinteresse “romano” per questo autentico luogo di culto, era visibile negli anni ’60 con un “Vespasiano” posto a destra della Basilica. Una cosa del genere non sarebbe tollerabile in nessun’altra parte del mondo in cui la fede venga professata nel riconoscimento della divinità. Papa Benedetto XVI, credo che abbia colto nel segno. Una staffetta per leggere la Bibbia giorno e notte. 139 ore di maratona, iniziata ieri, da Ratzinger, con la lettura dei primi versetti della Genesi, che si concluderà alle 13.25 di sabato 11 ottobre con l’intervento del Cardinale Tarcisio Bertone. Il testo (73 libri per un totale di 1.141 brani e 800 mila parole) impegnerà 1.250 tra lettori e gruppi di lettori per un totale di oltre 2000 persone da più di 50 Paesi del mondo. Persone di ogni ceto e fede religiosa, uomini e donne dagli 11 anni in su. E moltissimi volti conosciuti. Nella serata d'apertura, subito dopo il Pontefice hanno preso la parola Hilarion Alfeev, rappresentante del Patriarca ortodosso Alessio II e, fra gli altri, si sono alternati Roberto Benigni, Giulio Andreotti, l'ambasciatore di Israele presso la Santa Sede Mordecai Lewy.

Tabacci non c'entra

Nulla da eccepire, ma…
L’iniziativa è di grande spessore culturale e religioso. Ma quando si vedono apparire certi personaggi, allora, ti viene il dubbio che qualcosa non funziona perfettamente. Santa Croce in Gerusalemme è come la Cattedrale di Assisi. Gesù e San Francesco uniti per il riscatto dell’umanità, di tutta l’umanità, a cominciare dai poveri. Allora mi chiedo che cosa c’entra Roberto Benigni che nella sua ironia si schiera per una ben precisa parte politica? Leggendo i nomi dei partecipanti salta agli occhi quanto segue. Seguaci del Pd: oltre a Benigni, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi e la signora Franca, Valentina Vezzali che sostiene la Granbassi di Santoro, Giulio Andreotti, Ferruccio De Bertolo, ed altri. Seguaci del Pdl: le ministre sensibili come Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna e poi Gianni Letta, Claudio Scajola e Sandro Bondi. Tralasciando nomi del tipo Fabrizio Del Noce, Michele Placido, Maria Grazia Cucinotta, Vittorio Sgarbi, mi chiedo che cosa c’entra l’allenatore della Lazio, Delio Rossi accanto all’esorcista Gabriele Amort? Amort non era intento a curare Luciano Spalletti?



A parte gli scherzi…
Benigni con i suoi miliardi guadagnati con il sudore della sua mente, con la sua comicità innata, con la grande commozione che sa regalare a chi ascolta l’ultimo canto della Divina Commedia, perché poi poggia i suoi piedi su questa valle di lacrime schierandosi non per l’umanità ma per un partito? E’ un vizio ricorrente dei toscani, come quello del Sommo Poeta. Le star che percorreranno il red carpet, come Cucinotta, Gelmini e Carfagna lo fanno solo "purché se magna"? Sembra che la Valeria Marini, dell’Isola dei Famosi, stia per sbarcare nei prossimi giorni, per seguire in diretta il programma a cui parteciperà Oscar Luigi Scalfaro che oscurerà Simona Ventura.

5 ottobre 2008

Gad Lerner e l'amore per i neri

Gad Lerner e la lobby che non c'è
di Roberto Maurizio

Povero Fantozzi (non quello dell’Alitalia) senza una lobby
Le lobbies sono gruppi di pressione che spingono affinché i loro interessi vengano tutelati. Le lobbies operano in piena luce nei paesi anglosassoni, mentre in Italia vengono equiparate alla Mafia e alla Camorra, mentre sono ammessi presso la Commissione europea di Bruxelles e presso il Parlamento europeo dell’Unione Europea . Il fenomeno lobbistico si inquadra in un contesto de-ideologizzato, pertanto l'adesione o la presa di contatto con un gruppo di interesse non implica di per sé coincidenza a una generalizzata, o ideologica, visione del mondo ma si concretizza in un supporto a singole e specifiche negoziazioni con le istituzioni e con le associazioni potenti che difendono i loro interessi. Ecco perché, a volte, gli interessi dei partiti di governo coincidono con quelli dell’opposizione. Quali sono le lobbies attualmente più potenti in Italia? Sicuramente i ragionieri non hanno alcun potere. Il ragionier Fantozzi senza una lobby è costretto a soffrire e a vivere ai margini della civiltà. I politici, invece, come classe privilegiata, sono da considerare di livello AAA. Un’ipotetica società di rating collocherebbe allo stesso livello i magistrati che sanno difendere i loro interessi e sono forti grazie alla loro posizione monopolistica. I calciatori della serie A, nonostante i miliardi che prendono, sono una lobby di livello inferiore, BBB. Senza entrare nel merito, la chiesa, livello AAAA (l’ultima e per l’ultra terreno), è un’altra grande lobby. In sintesi, esistono centinaia di gruppi di interesse, in Italia, con i loro parametri. I professori, con la loro infima e indistruttibile CCC, che si sono conquistata sul campo, sono alla fine della piramide sociale, preceduti solo dagli operai CCB. Mentre svettano i giornalisti professionisti con il loro AAA meno, cioè a un livello più basso dei politici e dei magistrati, i giornalisti pubblicisti si affiancano agli agricoltori diretti, CBB.


Il bastardo e la zanzara tigre


Per gli immigrati extra comunitari non esiste ancora un rating. Quelli regolari raggiungono appena il DDD (che non esiste in quanto tale), ma che li colloca sotto l livello del ragionier Fantozzi, mentre quelli irregolari raggiungono la posizione non invidiabile di DDT (lo stesso livello della zanzara tigre).


Lerner, il piccolo Napoleone



Se è vero che occorre fare del tutto per poter risollevare la posizione DDT degli immigrati irregolari che potrebbero essere collusi con il traffico degli stupefacenti, con le rapine, i furti negli appartamenti, gli scippi, con la delinquenza organizzata, è ancor più vero che a difenderli non può essere la classe AAA degli ebrei, rappresentati da Gad Lerner. Quando Gad si erge a difensore dei neri, solo perché sono solo neri, o degli ebrei, solo perché sono solo degli ebrei, commette un grave errore. Il crimine non ha colore, non ha una collocazione geografica o un’appartenenza ad una fede o a una religione. Un criminale è un criminale perché è criminale. Un innocente è innocente solo dopo la sentenza, così come un malfattore è delinquente solo dopo essere stato condannato. Prendere le difese ex ante di potenziali colpevoli è piuttosto pericoloso. Sarebbe meglio gettare il dubbio, ragionare sui fatti, porre degli interrogativi. Affermare la verità prima del magistrato è un po’ pericoloso. La lobby nera che Gad vorrebbe tutelare fa acqua da tutte le parti e non esiste. Gad è un funambolo infedele, gioca con il fuoco, prende posizioni in favore di neri coinvolti in fatti di cronaca, prima della sentenza dei giudici. Un gioco pericoloso che potrebbe coinvolgere anche la comunità ebraica, che, a quanto mi risulta, non ha mai preso posizioni definitive prima di conoscere la verità. Gad vuole la gloria. Ma si deve ricordare che due secoli fa un individuo provò prima l’altare e poi la polvere.

4 ottobre 2008

Fao, Ong e riforma Onu

La Fao, le Ong e la riforma delle Nazioni Unite
di Roberto Maurizio

16 ottobre: un Red Carpet da paura
Fra pochi giorni assisteremo, per l’ennesima volta, all’indecente cerimoniale di Caracalla. Il 16 ottobre, la Fao sarà il palcoscenico sul quale si esibiranno tutte le celebrità provenienti da tutto il mondo. In prima fila, i dittatori populisti marxisti leninisti latinoamericani, ringalluzziti dalla crisi di Wall Street. Poi quelli africani, che affamano i loro cittadini. Poi le grandi nazioni asiatiche, Cina e India. Per finire, arrivano i nostri: Usa, Canadà, Giappone, Australia e Unione Europea. Un Red Carpet da paura, sul quale affosseranno i loro piedi centinaia di autorità e burocrati che consumeranno una montagna di soldi senza concludere niente. Ci vorrebbe un altro Brunetta all’Onu per scovare i fannulloni!
Ecosoc: quattro salti in padella
L’Onu non funziona, la Fao sta male e nemmeno io mi sento bene! Occorre mettere mani alle riforme. Ma chi deve riformare i riformati? Per prima cosa bisognerebbe accogliere all’Ecosoc solo Organizzazioni non governative senza colore: cioè autonome da qualsiasi ideologia. Non dovrebbero essere riconosciuti la Croce Rossa, La Mezza luna, la Caritas, Google for Darfur (non so se sia già presente in Ecosoc), i Radicali transnazionali, Quattro salti in padella. In pratica, l’Onu è come la Rai. La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti; le Nazioni Unite appartengono alle popolazioni e non agli Stati o alle religioni o alle ideologie; quindi la Rai deve cacciare i partiti che, come giustamente fa il Pd, si devono fare televisioni proprie, nelle quali ci potranno mettere tutti i Santoro e tutte le Guzzanti che vogliono. Gli aiuti arabi devono essere riconoscibili come gli aiuti cinesi. Da parte degli Stati questo presupposto già esiste. Il controllo non avviene con le Ong. Le Ong se vogliono i soldi dell’Onu, cioè della popolazione mondiale, non devono fare gli interessi particolari di nessuno in particolare.

Buon Eid - el Fitr e Felice Yom Kippur

Buon Eid – el Fitr e Felice Yom Kippur
di Roberto Maurizio



Ottobre, mese sacro
Ottobre 2008 è un mese in cui si celebrano molte sollennità religiose. Oggi, 4 ottobre, è la festa di San Francesco, Patrono d’Italia, il Santo più vicino al messaggio evangelico di Gesù Cristo e il più amato dai poveri. Il 1° ottobre si è celebrato il tutto il mondo islamico l’Eid – el Fidr (la fine del Ramadan), mentre gli ebrei festeggeranno, il 9, lo Yom Kippur, dal 14 al 20, il Sukkot, il 21, lo Scemini Atzereth, il 22, il Simchath Torah. Il 31 ottobre i cristiani protestanti festeggeranno All Hallows Eve (Halloween).

Un unico calendario
“Stampa, Scuola e Vita” augura a tutti i musulmani un Buon Eid – el Fidr e a tutti gli ebrei un Felice Yom Kippur. In questi momenti di festa, tutti gli uomini e le donne sono più pronti al dialogo. Speriamo che questo mese possa portare la pace in tutto il Mediterraneo. Di buon auspicio sarebbe anche la riconciliazione fra protestanti, cattolici e ortodossi. Un giorno sulla Terra ci sarà un unico calendario religioso che andrà al di là delle divisioni. Un Capodanno unico, un Ferragosto unico, un’unica festa del Ringraziamento. Ci vorrà ancora molto tempo per raggiungere in Terra quello che attualmente già hanno i nostri ascendenti che vivono sonni eterni.

2 ottobre 2008

Due milioni contro il grembiule

Due milioni a Roma contro il grembiule
di Roberto Maurizio


Un messaggio forte e chiaro
Mancano 23 giorni al Vday (Veltroni Day). Il 25 ottobre è una data importante nella storia contemporanea: fu il giorno in cui ebbe inizio la Rivoluzione Sovietica (1917), il giorno in cui venne invasa l’Ungheria (23-25 ottobre 1956), il giorno in cui venne stampato “Topolino libretto 149”, Vol. XXV (ormai non si trova più su Ebay). Quindi, mentre a Wall Street il capitalismo trema, a Napoli la Camorra impera, in Italia il risparmio spera, sull’Isola dei famosi, Luxuria e la Valeria cercano uomini veri nella biosfera, ecco che Veltroni a Roma “cortea”. Un corteo di 15 chilometri si snoderà per le vie della capitale, con in testa l’ex sindaco che conduce contro un altro ormai non più devoto al Duce. Già a Roma non si cammina e si è fermi in mezzo alla sporcizia. Che fare? Facciamo il corteo. Ma perché questa mega manifestazione non la fanno a Zagarolo, che è anche al di fuori dal coro? Due milioni di “combattenti antiberlusconiani” in piazza. Che delizia! Un pullman per ogni circolo cattocomunista, per un totale di 700 torpedoni, 25 treni speciali, per mandare un messaggio forte al Presidente del Consiglio (ma non sarebbe stato meno devastante un’email o un Sms?). No. Due milioni in piazza contro il grembiule, contro l’ubriacatura di onnipotenza della maggioranza. Ma non agisce meglio Di Pietro che fa opposizione in Parlamento e nelle televisioni senza romperci i coglioni?