30 maggio 2008

Alfonso Cano. Nuovo capo delle Farc

Alfonso Cano. Nuovo capo delle Farc
di Roberto Maurizio
Alfonso Cano

Morto un capo se ne fa un altro
Tirofijo

Dopo la morte di del capo storico delle Farc (Forze amate rivoluzionarie della Colombia), Pedro Antonio Marin, meglio noto come Manuel Marulanda Velez, soprannominato “Tirofijo”, il gruppo rivoluzionario “marxista-leninista” e “bolivariano” proveniente dal Partito comunista colombiano e da Audefensas Campesinas, fondato il 27 maggio 1964, ha cambiato pelle, non più quella proletaria e militarista ma intellettuale e universitaria. L’antropologo Alfonso Cano, il cui vero nome è Guillermo Saenz, ha 59 anni, proviene dal Partito Comunista clandestino colombiano ed è considerato un “intellettuale”: ha studiato durante l’esperienza del maggio sessantottino parigino. Proveniente da una famiglia piccolo borghese, la madre era insegnante e il padre ingegnere agronomo, il nuovo capo delle Farc frequentò l’università nel 1968 e militava nei ranghi della Gioventù comunista colombiana come dirigente su scala nazionale. Secondo alcuni commentatori politici citati da El Pais, la nuova guida porterà nelle Farc una predominanza dell'azione politica rispetto a quella militare, al contrario di quanto fatto finora da 'Tirofijo'. Alfonso Cano, che ha sostituito al vertice delle Farc il defunto Marulanda Velez, ha ricevuto 2 condanne a 40 anni di carcere. Lo riferisce oggi la stampa colombiana. Le sentenze sono state emesse dai tribunali di Villavicencio (Meta) e Medellin (Antioquia).Una condanna riguarda l'uccisione di un gruppo di guerriglieri che avevano disubbidito agli ordini impartiti. La seconda riguarda il sequestro e uccisione nel 2003 di un ex governatore, un ex ministro ed otto militari. Tra i nuovi capi delle Farc, figurano due medici, Timoleon Jimenez e Mauricio Jaramillo, e un ingegnere agricolo Joaquin Gomez, ex insegnante universitario in Unione Sovietica. E’ una generazione, quella dei capi dell Farc, nata intorno al 1950, entrata all’università negli anni ’60, che capeggiava la rivolta dei giovani studenti sessantottini a Bogotà. Il governo colombiano degli anni ’60 e ’70 trattò con durezza il movimento giovanile studentesco, con arresti e persecuzioni. In questo modo, favorì la nascita della lotta armata.

Intanto per Ingrig


Per Ingrid Betancourt, questo cambiamento potrebbe significare qualcosa di positivo. Intanto con oggi inizia per lei il 2289 giorno di prigionia.

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